David O'Neil Thompson (Boiling Springs, 13 luglio 1954) è un ex cestista statunitense, professionista nella ABA e nella NBA, introdotto nel 1996 nella Basketball Hall of Fame. È lo zio di Charlotte Smith.
David Thompson | ||
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Nazionalità | ![]() | |
Altezza | 193 cm | |
Peso | 88 kg | |
Pallacanestro ![]() | ||
Ruolo | Guardia / ala piccola | |
Termine carriera | 1984 | |
Hall of fame | Naismith Hall of Fame (1996) | |
Carriera | ||
Giovanili | ||
1967-1971 | Crest Senior High School | |
1971-1975 | ![]() | |
Squadre di club | ||
1975-1982 | ![]() | 498 (11.992) |
1982-1984 | ![]() | 94 (1.430) |
Nazionale | ||
1973 | ![]() | |
Palmarès | ||
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Oro | Mosca 1973 | |
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Dopo aver frequentato la Crest Senior High School, venne reclutato da coach Norm Sloan a North Carolina State. Nel 1972-73, nel suo anno da sophomore, North Carolina State terminò la stagione imbattuta, con un record di 27-0, e vinse il titolo della ACC. Una squalifica comminata dalla NCAA impedì però all'università di Raleigh di accedere alla post season.
La stagione seguente arrivò la rivincita. Il successo nel torneo della ACC venne bissato grazie ad una storica partita contro Maryland, terminata dopo un supplementare. Questa vittoria permise l'accesso al Torneo NCAA, che si concluse con il primo titolo nazionale nella storia dell'ateneo. La finale vide North Carolina State battere Marquette 76-64. Ma la vera partita da ricordare fu la semifinale contro UCLA, che veniva da 9 titoli negli ultimi 10 anni. Proprio un tiro in sospensione di Thompson, di fronte a Bill Walton, dette la vittoria ai Wolfpack nel secondo tempo supplementare.
La squadra non riuscì a ripetersi l'anno successivo e Thompson, terminata l'avventura universitaria, era ormai pronto per passare al professionismo.
Dopo la grande carriera al college, nel 1975 venne selezionato con la prima chiamata assoluta sia dagli Atlanta Hawks nel Draft NBA, che dai Virginia Squires in quello ABA. Abbastanza clamorosamente, Thompson optò per giocare nella lega meno blasonata, e finì per vestire la maglia dei Denver Nuggets, che nel frattempo avevano acquistato i suoi diritti e George Irvine in cambio di Mack Calvin, Mike Green e Jan van Breda Kolff.
Le attese non vennero deluse: segnando 26 punti a partita portò la squadra al miglior record della lega (60-24), e alla vittoria per 4-3 nella semifinale dei play-off contro i Kentucky Colonels di Artis Gilmore. La finale vide i Nuggets affrontare i New York Nets di Julius Erving. La serie si concluse in gara-6 quando, nonostante i 42 punti di Thompson, i Nets riuscirono ad aggiudicarsi partita e titolo.
Nel 1976 i Denver Nuggets - insieme ad altre tre squadre - vennero inglobati nella NBA. Il cambio di lega non incise affatto sul rendimento di Thompson, che si piazzò al quarto posto tra i marcatori con 25,9 punti a partita e al termine della stagione venne inserito nel primo quintetto della lega. La squadra, trascinata dalle sue prestazioni, si aggiudicò sorprendentemente la Midwest Division con un record di 50-32, arrendendosi però nei play-off ai Portland Trail Blazers di Bill Walton.
Nel 1977-78, con 27,2 punti per gara, guidò i Nuggets ad un altro titolo divisionale e alla finale della Western Conference, persa contro i Seattle SuperSonics. Nonostante i 73 punti segnati nell'ultima partita di regular season contro i Detroit Pistons, finì secondo nella classifica dei realizzatori, a soli sette centesimi di punto di distanza da George Gervin.
Dopo un'altra buona stagione, chiusa a 24 punti di media, un grave infortunio lo limitò a 39 partite l'anno successivo, e la squadra non disputò i play-off per la prima volta dal suo arrivo. Il recupero sorprese tutti, e nel 1980-81 Thompson si ripresentò in gran forma, segnando 25,5 punti a partita. Inaspettatamente però, nuovi problemi fisici, ma soprattutto comportamentali, costrinsero l'allenatore Doug Moe a limitarne il minutaggio e successivamente, nell'estate del 1982, a cederlo ai Seattle SuperSonics in cambio di Bill Hanzlik e di una prima scelta.
Dopo il trasferimento le cose parvero migliorare: tornò a segnare 15,9 punti a partita e venne convocato al suo quinto All-Star Game. Dopo poco tempo giunse però il ricovero in un centro di riabilitazione, per problemi di droga. Tornò in campo nella stagione 1983-84, ma una caduta dalle scale in una discoteca gli provocò un serio infortunio, che lo costrinse a sottoporsi ad un'operazione chirurgica. I Sonics lo tagliarono prima dell'inizio della stagione successiva, mettendo praticamente fine alla sua carriera agonistica, a soli 30 anni di età. Un successivo tentativo di tornare in campo con gli Indiana Pacers non ebbe fortuna.
Nel 1988 gli Charlotte Hornets lo assunsero come direttore delle relazioni con la comunità, ma dopo tre mesi ebbe nuovamente problemi con la droga. Dopo il recupero continuò il lavoro con gli Hornets fino al 1993.
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