Albert Ebossé Bodjongo (Douala, 6 ottobre 1989 – Tizi Ouzou, 23 agosto 2014) è stato un calciatore camerunese, di ruolo attaccante.
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| Albert Ebossé Bodjongo | ||
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| Nazionalità | ||
| Altezza | 192 cm | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Attaccante | |
| Termine carriera | 23 agosto 2014 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 2008-2010 | ? (?) | |
| 2010-2011 | ? (?) | |
| 2011-2012 | 10 (9) | |
| 2012-2013 | 16 (11)[1] | |
| 2013-2014 | 32 (19) | |
| Nazionale | ||
| 2009 | ? (?) | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Nato in Camerun, Bodjongo aveva una figlia che è nata poche ore prima della sua morte.[2]
Durante la sua carriera ha giocato anche in Malesia e in Algeria: proprio durante la sua avventura algerina, vince il titolo di miglior marcatore nella prima stagione.[3]
Il 23 agosto 2014, alla seconda partita stagionale, Bodjongo realizza un gol su calcio di rigore nella partita tra Kabylie e USM Alger, ma la sua squadra perde 1-2. La sfida, segnata da incidenti tra i tifosi durante l'incontro, a fine partita ha visto il lancio di diversi oggetti da parte dei tifosi all'indirizzo dei giocatori che scappavano verso gli spogliatoi: Bodjongo è colpito da una pietra lanciata dai suoi stessi tifosi, subisce un trauma cranico e non si riprende più nonostante venga trasportato all'ospedale di Tizi Ouzou, dov'è confermato il decesso dopo qualche ora.[4]
Il 12 settembre seguente, quando il campionato algerino ricomincia, tutti gli incontri della terza giornata sono preceduti da un minuti di silenzio in memoria di Bodjongo.[5][6]
In seguito ad alcuni test effettuati post mortem da un patologo e resi pubblici il 18 dicembre 2014, si scopre che Bodjongo non è stato ucciso a causa di un colpo alla testa, a differenza della versione iniziale,[7] bensì sarebbe stato picchiato o linciato a morte. Secondo alcuni video visionati proprio dai medici che hanno effettuato i test, Bodjongo sarebbe stato scortato dalla polizia fino agli spogliatoi senza subire alcun colpo alla testa.[8][9]