Angelo Badini (Rosario, 23 settembre 1894 – Bologna, 12 febbraio 1921) è stato un calciatore argentino naturalizzato italiano, di ruolo centromediano.
| Angelo Badini | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Centromediano | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1912-1913 | ? (?) | |
| 1913-1917 | 28 (10) | |
| 1918-1919 | ? (?) | |
| 1919-1921 | 24 (1) | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Era noto anche come Badini I per distinguerlo dai fratelli Emilio, Cesare ed Augusto, anch'essi calciatori.[1]
I genitori, entrambi bolognesi, si erano trasferiti in Sud America in giovane età e fecero ritorno a Bologna nel 1912, quando Angelo aveva 18 anni. Era diplomato in architettura all'Accademia di belle arti.

La sua carriera cominciò nel Club Atlético Sparta di Rosario, in Argentina.[2][3] Giunto nel capoluogo emiliano, giocò per molti anni nel Bologna, di cui divenne uno dei migliori giocatori. Durante la prima guerra mondiale, lasciò momentaneamente il Bologna e il suo ruolo di allenatore delle formazioni giovanili rossoblu - i celebri boys -, per aggregarsi all'Unione Sportiva Milanese, con la quale disputò la coppa Biffi e la coppa Mauro. Terminata la breve parentesi milanese, tornò al Bologna e ne divenne capitano e trascinatore per diversi campionati. Giocò l'ultima partita della sua vita il 9 gennaio 1921, poi si ammalò di setticemia. Dopo poche settimane la malattia pareva in risoluzione, tanto che esultò da casa il 6 febbraio per un clamoroso 10-1 del Bologna ai danni dei rivali del Modena. Un improvviso peggioramento lo finì alle 18:20 del 12 febbraio 1921. I suoi funerali videro una grande partecipazione di folla.[4] Poco tempo dopo, lo Stadio Sterlino fu intitolato a suo nome: "Campo Angelo Badini". È sepolto nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, rappresentato in una scultura di Pietro Veronesi, che lo ritrae tra i due genitori e con la maglia del Bologna F.C.[5]