Angiolino Gasparini (Bedizzole, 22 marzo 1951) è un ex calciatore italiano, di ruolo stopper.
| Angiolino Gasparini | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 175 cm | |
| Peso | 70 kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Difensore | |
| Termine carriera | 1986 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1969-1974 | 138 (0) | |
| 1974-1975 | 38 (0) | |
| 1975-1978 | 68 (0) | |
| 1978-1983 | 134 (1) | |
| 1983-1986 | 93 (0) | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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In carriera ha disputato complessivamente 205 presenze e una rete in Serie A e 266 presenze in Serie B. Il 29 luglio 1981, durante il ritiro estivo ai tempi dell'Ascoli, fu arrestato dalla polizia per detenzione di cocaina (possedeva 50 grammi): il suo è stato il primo caso in Italia di giocatore fermato per cocaina.[1] Oggi collabora con la comunità di recupero tossicodipendenti Lautari.
Cresciuto nelle giovanili del Brescia, esordisce in prima squadra nella stagione 1969-1970, disputando tre incontri in Serie A (esordio il 5 aprile 1970 in occasione della sconfitta esterna contro la Juventus). A partire dalla stagione successiva si impone come titolare, disputando con le rondinelle 4 stagioni in Serie B.

Nell'estate 1974 si trasferisce al Verona, dove con 38 presenze su 38 incontri è uno dei protagonisti della promozione dei veneti, ottenuta nello spareggio di Terni contro il Catanzaro, quindi si trasferisce all'Inter. A Milano resta per tre stagioni, con la conquista della Coppa Italia nella stagione 1977-1978, senza mai riuscirsi ad imporsi da titolare fisso (alternandosi successivamente con Mario Giubertoni, Viviano Guida e Nazzareno Canuti).
Nel 1978 si trasferisce all'Ascoli, neopromosso in Serie A, nell'ambito dell'operazione che portò Giancarlo Pasinato all'Inter[2]. Nelle Marche è protagonista dei migliori anni della formazione bianconera, culminati con il quinto posto finale della stagione 1979-1980, anno in cui scende in campo in tutti i 30 incontri di campionato. Nella stagione 1980-1981 realizza anche, nella vittoria interna contro il Como,[3] quella che sarà la sua unica rete in massima serie.
Nel 1983 si trasferisce al Monza dove disputa 3 stagioni in Serie B, chiuse con la retrocessione in Serie C1 della stagione 1985-1986. Coinvolto marginalmente nello Scandalo del calcio italiano del 1986, viene squalificato per quattro mesi.