Antonio Marcolini (Verona, 24 ottobre 1950 – Savona, 14 novembre 2018[1]) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante.
| Antonio Marcolini | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 178 cm | |
| Peso | 76 kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore ex attaccante) | |
| Termine carriera | 1987 - giocatore | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1966-1967 | ? (?) | |
| 1967-1968 | 3 (0) | |
| 1968-1969 | ? (?) | |
| 1969 | 1 (0) | |
| 1969-1970 | 23 (4) | |
| 1970-1972 | 73 (6) | |
| 1972-1974 | 51 (2) | |
| 1974-1975 | 28 (4) | |
| 1975 | 4 (1) | |
| 1975-1977 | 63 (20) | |
| 1977-1978 | 32 (4) | |
| 1978-1980 | 42 (7) | |
| 1980-1983 | 82 (56) | |
| 1983-1985 | 37 (10) | |
| 1985-1986 | ? (?) | |
| 1986-1987 | 14 (2) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1985-1986 | ||
| 1988-1990 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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La sua è una famiglia di calciatori: è infatti stato genero di Roberto Longoni (bandiera del Savona negli anni quaranta e cinquanta) ed è cognato di Paolo Longoni e padre di Michele Marcolini.[2]
All'attività di calciatore affiancò, negli anni ottanta, quella d'impiegato di banca, a Savona.[3]
La notte del 13 novembre 2018 il suo corpo è stato ritrovato intorno alla mezzanotte sotto ad un cavalcavia autostradale della A10 a Savona, la vittima si sarebbe gettata volontariamente, dopodiché sarebbe stata investita da un mezzo pesante che transitava proprio in quel momento. Immediato l'intervento sul posto da parte del personale medico e dei vigili del fuoco, ma purtroppo non c’è stato più nulla da fare. [4]
Con l'eccezione di alcune presenze in Serie C con il Savona, milita inizialmente in formazioni dilettantistiche, ovvero la Pozzo di San Giovanni Lupatoto, la Fulgorcavi di Uscio e il Rapallo Ruentes.
Dopo il biennio 1970-1972, in cui gioca con maggiore continuità fra gli striscioni in Serie C, viene scelto dal nuovo allenatore del Bari Carlo Regalia, per comporre la nuova squadra di giovani,[5] poi soprannominata "dell'onda verde" (per la quasi totalità di giocatori titolari tutti giovani e provenienti dalle serie minori)[5], che disputa un discreto campionato di Serie B nella stagione 1972-1973.[5] Dopo l'annata successiva, che vede l'esonero di Regalia[6] e la seguente retrocessione in Serie C dei galletti, viene ceduto al Grosseto, allora militante in terza serie.[6]
Dall'anno a Grosseto gioca, fino al 1980 fra Serie C e Serie C2 e dal 1980 al 1987 in squadre dilettantistiche liguri. Nel campionato 1985-1986 in Promozione ligure, nel Varazze, accompagna l'attività di giocatore a quella di allenatore, chiudendo la competizione al quarto posto nel girone "A". È in seguito, dal 1988 al 1990, tecnico della rappresentativa di Quiliano.