Carlos José Castilho noto anche solo come Castilho (Rio de Janeiro, 27 novembre 1927 – Rio de Janeiro, 2 febbraio 1987) è stato un calciatore e allenatore di calcio brasiliano, di ruolo portiere.
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| Castilho | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 181 cm | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex portiere) | |
| Termine carriera | 1965 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1945-1946 | ? (-?) | |
| 1947-1965 | 697 (-777) | |
| ? | ? (-?) | |
| Nazionale | ||
| 1950-1962 | 19 (-19; 1) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1973-1974 | ||
| 1977 | ||
| 1977 | ||
| 1980 | ||
| 1982 | ||
| 1984-1986 | ||
| 1986 | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Brasile 1950 | |
| Oro | Svezia 1958 | |
| Oro | Cile 1962 | |
| Oro | Brasile 1949 | |
| Argento | Argentina 1959 | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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È primatista di presenza con la maglia del Fluminense[1] ed è stato campione del mondo per due volte (1958 e 1962) con la Nazionale brasiliana.
Dotato di ottima tecnica, compiva parate che sembravano aiutate dalla fortuna,[2][3] per questo fu soprannominato dagli avversari Leiteria[4] (Fortunato) e i tifosi del Fluminense lo chiamavano São Castilho[2][3] (San Castilho). Nel 1952 parò sei rigori.[4] Daltonico, riteneva di essere avvantaggiato nel vedere rosse le palle gialle, anche se di sera era maggiormente in difficoltà con quelle bianche.[4][5]
Castilho iniziò la carriera nell'Olaria nel 1945, per poi passare al Fluminense nel 1947. Alla Fluminense disputò 697 partite, record per il club,[1] subendo 777 gol e restando imbattuto in 255 partite.[2]
Viene anche ricordato come esempio di stoicismo: dopo il quinto infortunio a un dito della mano sinistra, quando il medico gli disse che ci sarebbero voluti due mesi di cure, decise di amputarlo parzialmente[5] e due settimane dopo l'operazione ritornò a difendere la porta del Fluminense.[2][4]
Con la Nazionale brasiliana Castilho disputò 19 partite ufficiali subendo 19 gol e segnandone 1, la terza rete brasiliana in Brasile-Paraguay 4-2 al 70º minuto di gioco.
Con il Brasile partecipò a 4 Mondiali: nel 1950, nel 1954, dove fu titolare, nel 1958 e nel 1962, ottenendo un secondo posto nella prima edizione e vincendo le ultime due, nelle quali, tuttavia, non scese mai in campo.[5]
Dopo il ritiro dall'attività agonistica Castilho allenò diverse squadre in Brasile: il Vitória, l'Operário-MS, l'Internacional e il Santos,[5] con cui vinse il Campionato Paulista nel 1984.[2]
Si è suicidato il 2 febbraio 1987, a 59 anni, gettandosi dalla finestra dell'appartamento della ex moglie nel quartiere Bonsuccesso di Rio de Janeiro.[5]
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