Giuliano Musiello (Torviscosa, 11 gennaio 1954) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
| Giuliano Musiello | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Attaccante | |
| Termine carriera | 1987 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 19??-19?? | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1970-1972 | 24 (8) | |
| 1972-1973 | 25 (2) | |
| 1973-1974 | 0 (0) | |
| 1974-1975 | 32 (6) | |
| 1975-1976 | 32 (18) | |
| 1976-1978 | 54 (10) | |
| 1978-1979 | 4 (0) | |
| 1978 | 21 (3) | |
| 1979-1980 | 25 (4) | |
| 1980-1982 | 37 (4) | |
| 1982-1984 | 60 (10) | |
| 1984-1985 | 28 (4) | |
| 1985-1986 | 28 (3) | |
| 1986-1987 | 20 (4) | |
| Nazionale | ||
| 197? | 1 (0)[1] | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | ||
Giuliano venne accreditato anche come Musiello II in quanto il fratello maggiore, Mario, fu a sua volta un calciatore che militò in Serie B e C, tra le altre, nel Catanzaro e nel Modena.
Attaccante dal vigoroso fisico nonché dotato nel gioco aereo,[2] si descrisse come un «numero nove coraggioso»,[3] un «centravanti di sfondamento»[2] dal grande temperamento: «non mi abbatto mai, anche nelle occasioni più precarie cerco sempre di lottare, non mi do mai per vinto».[3]

Cominciò a giocare a pallone da ragazzo, nei tornei amatoriali organizzati dai bar della provincia friulana. Notato dal Cervignano, crebbe nel loro settore giovanile fino a quando venne ceduto alla SPAL del presidente Paolo Mazza, debuttando con i ferraresi in Serie C. Passò quindi all'Atalanta dove ebbe modo di esordire in Serie A il 12 novembre 1972, nella sfida interna contro il Torino, in cui all'86' realizzò a Luciano Castellini la decisiva rete dell'1-0 finale.[3]
Diciannovenne, si fece notare dai campioni d'Italia della Juventus che, ritenendolo un elemento promettente, lo acquistarono nell'estate 1973. In Piemonte il giovane attaccante non riuscì tuttavia a sfondare, con il tecnico Čestmír Vycpálek che gli concesse apparizioni solamente in Coppa Italia, manifestazione dove siglò al Cesena il suo unico gol in maglia bianconera.[3]
Dopo una stagione fece quindi ritorno a Bergamo, in Serie B, passando poi nel campionato 1975-1976, durante il mercato autunnale, all'Avellino del commendatore Antonio Sibilia dove, supportato dagli assist di Stefano Trevisanello, parve esplodere definitivamente segnando 18 reti che lo portarono a vincere il titolo di capocanniere del torneo cadetto (in coabitazione con il genoano Roberto Pruzzo), e grazie alle quali è tuttora ricordato come uno dei migliori centravanti ad aver vestito la maglia biancoverde.[2]
L'exploit in terra campana gli valse una nuova occasione in massima categoria, stavolta nelle file della Roma[2] dove disputò due discrete stagioni, pagando tuttavia una certa discontinuità. Da qui in avanti iniziò quindi un lungo peregrinare per la penisola, difendendo i colori di Genoa, Verona e Foggia tra Serie A e B, per scendere poi in Serie C2 al Novara e chiudere infine con il calcio nei campionati dilettantistici.
In carriera totalizzò complessivamente 100 presenze e 15 reti in Serie A, e 130 presenze e 32 reti in Serie B.
Altri progetti