Dopo gli esordi nel Caravaggio, nel 1938 passa all'Atalanta[1] con cui debutta in Serie A l'8 dicembre 1940 nel pareggio per 1-1 sul campo della Fiorentina. A fine stagione, tuttavia, non viene riconfermato dagli orobici[2], e riparte dalla Serie C con il Lecco[3]. Nella squadra bluceleste rimane per sette anni, fino al 1948, disputando tra gli altri il campionato di Serie B 1946-1947 concluso con la retrocessione dei lombardi.
Zibetti (primo in piedi da sinistra) in una formazione della Lazio 1954-1955
Dopo un biennio nel Crema in Serie C, torna a militare tra i cadetti nel 1950 con il Brescia. Disputa quattro campionati con le Rondinelle, marcando diverse lunghe strisce di imbattibilità: la migliore (677 minuti) risale al periodo marzo-aprile 1952[4]. Nel 1954, a distanza di 14 anni dalla precedente apparizione, torna a militare in Serie A con la Lazio, chiamato a raccogliere l'eredità di Lucidio Sentimenti[5]. Inizialmente riserva di Aldo De Fazio[6], guadagna in seguito il posto da titolare[7] totalizzando 18 presenze in campionato. Nonostante le prestazioni positive[8] e la promessa del rinnovo del contratto[9], non viene riconfermato[10], anche a causa del concomitante ingaggio di Bob Lovati[5]. Dopo un'ultima stagione al Lecco, di nuovo in Serie C[11], chiude la carriera nelle serie inferiori, con il Cuneo[12] e il Palazzolo, in IV Serie, e per alcuni mesi gioca nel Fiorenzuola, nel Campionato Dilettanti 1958-1959[13].
In carriera ha totalizzato complessivamente 22 presenze in Serie A e 160 in Serie B.
Allenatore
Terminata la carriera agonistica, guida il Desenzano[14] e la Trevigliese per un biennio in Serie C dal 1966 al 1968[15][16]. In seguito allena il Pavia per due anni in Serie D[17], il San Secondo[14], il Melzo[18] e il Crema[14][19].
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