Krunoslav Jurčić (Ljubuški, 26 novembre 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore croato di origine bosniaca, di ruolo centrocampista.
| Krunoslav Jurčić | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 188 cm | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista) | |
| Termine carriera | 2004 - giocatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1988-1991 | ? (?) | |
| 1991-1993 | 39 (9) | |
| 1993-1995 | 46 (14) | |
| 1995-1996 | 20 (0) | |
| 1996-2000 | 84 (17) | |
| 2000-2001 | 14 (0) | |
| 2001-2002 | 3 (0) | |
| 2002-2004 | 44 (2) | |
| Nazionale | ||
| 1997-2000 | 21 (0) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 2005-2006 | ||
| 2007-2008 | ||
| 2009-2010 | ||
| 2011 | ||
| 2011-2013 | ||
| 2015-2016 | ||
| 2016 | ||
| 2018 | ||
| 2018-2019 | ||
| 2019-2021 | ||
| Palmarès | ||
| Bronzo | Francia 1998 | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
| Statistiche aggiornate al 3 novembre 2019 | ||
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Era un mediano di tanta quantità e poca qualità, giocava davanti alla difesa sfruttando la sua stazza ed era un vero combattente.[1][2] Era anche un buon colpitore di testa.[1]
Nato a Ljubuški, paese della Jugoslavia, oggi in nel sud-ovest della Bosnia ed Erzegovina al confine con la Croazia, iniziò la sua carriera nel settore giovanile della Dinamo Zagabria.[1] Dal 1988 al 1991 militò in prima squadra, prima di passare, in cerca di maggiori opportunità di giocare, all'Inter Zaprešić.[1]
Nella prima stagione con l'Inter Zaprešić vinse il primo trofeo della sua carriera: la prima edizione della Coppa di Croazia.[1] Nella seconda stagione non vinse nulla ma ha giocò di più, segnando anche alcuni gol importanti.[1] Le sue prestazioni attirarono l'interesse dell'ambizioso Istria Pola, che lo ingaggiò nel 1993.[1] A Pola trovò molto spazio ma i suoi risultati non furono buoni e il club sfiorò la retrocessione.[1] Dopo due stagioni con l'Istria Pola emigrò in Belgio per giocare nel Beveren.[1]
Nella sua unica stagione a Beveren, Jurčić si rivelò uno dei migliori giocatori della squadra.[1] Il 3 luglio 1995 esordì nelle competizioni UEFA nella partita di Coppa Intertoto vinta per 2-1 contro l'FK Etar. Il Beveren però concluse il campionato al penultimo posto e retrocesse in Division 2.[1]
Nell'estate del 1996 ritornò alla Dinamo Zagabria, la sua prima squadra.[1] A Zagabria trascorse gli anni migliori della sua carriera[1]: vinse tre campionati consecutivi, dal 1996-1997 al 1998-1999,e due Coppe di Croazia. Giocò anche 5 partite in Coppa UEFA e 19 in Champions League.
Nel mercato invernale del 2000, dopo aver ben figurato anche ai Mondiali, venne seguito dalla Reggina e dal Torino.[1] A causa della richiesta economica troppo alta del club di Zagabria i calabresi rinunciarono all'acquisto mentre il Torino se lo aggiudicò per circa due miliardi di lire.[1][2]
Così Jurčić lasciò a stagione in corso la Dinamo, che avrebbe trionfato un'altra volta in campionato, e si trasferì in Piemonte dove avrebbe dovuto sostituire Djibril Diawara[1][2]. Il 16 gennaio firmò un ricco contratto triennale[1] e tre giorni dopo fu presentato ufficialmente alla stampa ed ai tifosi.[2] Durante la presentazione il suo nuovo allenatore Emiliano Mondonico disse che il centrocampista croato avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel modulo del Torino,[2] Jurčić, che non conosceva l'italiano, dichiarò di essere felice per il suo arrivo in quello che considerava il miglior campionato del mondo[2] e spiegò di aver rifiutato le offerte di due club spagnoli: il Real Oviedo e il Rayo Vallecano[1].
Esordì in Serie A con la maglia granata numero 26 il 23 gennaio contro il Bologna e impressionò positivamente, tanto che il suo compagno di squadra Gianluigi Lentini lo paragonò a Patrick Vieira. Una settimana dopo, contro il Venezia, non giocò altrettanto bene e concesse un calcio di rigore per un fallo ingenuo sul difensore Giuseppe Cardone. Continuò a mostrare i suoi limiti nelle partite contro Inter e Cagliari, dimostrando di essere in difficoltà soprattutto nei duelli contro Álvaro Recoba e Fabián O'Neill.[1] Mondonico allora schierò il croato come esterno e come libero, e disputò alcune buone partite, poi lo fece giocare come stopper e i risultati furono disastrosi.[1] Il campionato termina con la retrocessione del Torino ma Jurčić rimane in Piemonte e gioca alcune partite anche sotto la guida di Gigi Simoni[1]. I risultati sono disastrosi e a fine settembre il Torino acquista Diego De Ascentis e ingaggia Giancarlo Camolese come allenatore[1]. Camolese non schiera mai in campo Jurčić che rimane ai margini della squadra e chiede con insistenza di essere ceduto nel mercato invernale[1].
Nell'estate del 2001 viene ceduto alla Sampdoria, sempre in Serie B, insieme a Fabio Tricarico in cambio di Simone Vergassola[1]. L'allenatore dei genovesi, Gigi Cagni, decide di schierarlo in difesa ma quando viene esonerato il nuovo tecnico Gianfranco Bellotto lo lascia ai margini della squadra[1]. Le poche occasioni che Jurčić ha di giocare sono metà della partita contro il Cittadella del 21 novembre, una presenza in Coppa Italia contro la Juventus e pochi minuti contro la Ternana[1].
A fine stagione termina il prestito e scade il contratto che lo lega al Torino[1]. Jurčić può tornare in Croazia, allo Slaven Belupo[1]. Con il club di Koprivnica gioca per due stagioni e riesce ad ottenere per due volte la salvezza[1].
Nel 2004 termina la carriera per intraprendere quella di allenatore. In Italia viene ricordato come un "bidone"[1][2], nonostante i successi in patria e con la Nazionale.
L'8 giugno 1997, mentre milita con buoni risultati nella Dinamo Zagabria, viene convocato per la prima volta in Nazionale da Miroslav Blazevic per disputare la Kirin Cup[1].
Un anno dopo viene incluso nella rosa della Nazionale per i Mondiali del 1998 in Francia, nel torneo gioca da titolare tre incontri, le partite contro Giappone e Romania e la vittoriosa finale per il terzo posto contro i Paesi Bassi.
Con le sue ottime prestazioni aiuta la Croazia a vincere una storica medaglia di bronzo e attira su di sé l'interesse di diversi club europei[1].
In seguito al suo trasferimento in Italia, a causa dei pessimi risultati, non viene preso molto in considerazione. Gioca la sua ultima partita in Nazionale il 2 settembre 2000, in una partita valida per le qualificazioni ai Mondiali pareggiata 1-1 contro il Belgio a Bruxelles.
Nel 2005 siede sulla panchina dell'Istria Pola, con cui raggiunge il settimo posto in campionato[1]. Nella stessa stagione contribuisce alla rivelazione di Nikola Kalinic, uno dei migliori talenti del calcio croato[1].
Nel 2007 viene ingaggiato dallo Slaven Belupo, dove aveva militato da giocatore, e ragigunge un inaspettato secondo posto dietro la Dinamo Zagabria[1]. Guida anche il club per la prima volta nella sua storia in Coppa UEFA ma viene eliminato dai turchi del Galatasaray al secondo turno[1].
Dopo quest'ottima stagione passa proprio alla Dinamo Zagabria[1]. Conquista due titoli nazionali e una Coppa di Croazia ma viene esonerato nel maggio 2010[3]. Nel 2011 viene ingaggiato dalla Lokomotiva Zagreb prima di tornare alla Dinamo Zagabria in seguito all'addio di Vahid Halilhodžić[3]. Nella stagione 2010-2011 porta di nuovo la squadra della capitale alla vittoria, sia in campionato che in Coppa di Croazia. Riesce a qualificarsi per la fase a gironi della UEFA Champions League in un girone che prevedeva anche l'Olympique Lione, l'Ajax e i nove volte campioni d'Europa del Real Madrid. Fa il suo esordio nella competizione nella gara casalinga contro il Real di José Mourinho venendo sconfitta per 0-1 con gol di Ángel Di María. La squadra croata non riuscirà a passare al turno seguente, concludendo in ultima posizione il girone.
| Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Croazia | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
| 8-6-1997 | Tokyo | Giappone | 4 – 3 | Kirin Cup | - | ||
| 12-6-1997 | Sendai | Turchia | 1 – 1 | Kirin Cup | - | ||
| 6-9-1997 | Zagabria | Croazia | 3 – 2 | Qual. Mondiali 1998 | - | ||
| 11-10-1997 | Lubiana | Slovenia | 1 – 3 | Qual. Mondiali 1998 | - | ||
| 29-10-1997 | Zagabria | Croazia | 2 – 0 | Qual. Mondiali 1998 | - | ||
| 15-11-1997 | Kiev | Ucraina | 1 – 1 | Qual. Mondiali 1998 | - | ||
| 22-4-1998 | Osijek | Croazia | 4 – 1 | Amichevole | - | ||
| 3-6-1998 | Fiume | Croazia | 2 – 0 | Amichevole | - | ||
| 6-6-1998 | Zagabria | Croazia | 7 – 0 | Amichevole | - | ||
| 20-6-1998 | Nantes | Giappone | 0 – 1 | Mondiali 1998 - 1º turno | - | ||
| 30-6-1998 | Bordeaux | Romania | 0 – 1 | Mondiali 1998 - Ottavi di finale | - | ||
| 11-7-1998 | Parigi | Paesi Bassi | 1 – 2 | Mondiali 1998 - Finale 3º posto | - | ||
| 5-9-1998 | Dublino | Irlanda | 2 – 0 | Qual. Euro 2000 | - | ||
| 14-10-1998 | Zagabria | Croazia | 3 – 2 | Qual. Euro 2000 | - | ||
| 28-4-1999 | Zagabria | Croazia | 0 – 0 | Amichevole | - | ||
| 5-5-1999 | Siviglia | Spagna | 3 – 1 | Amichevole | - | ||
| 18-8-1999 | Belgrado | Jugoslavia | 0 – 0 | Qual. Euro 2000 | - | ||
| 23-2-2000 | Spalato | Croazia | 0 – 0 | Amichevole | - | ||
| 28-5-2000 | Zagabria | Croazia | 0 – 2 | Amichevole | - | ||
| 16-8-2000 | Bratislava | Slovacchia | 1 – 1 | Amichevole | - | ||
| 2-9-2000 | Bruxelles | Belgio | 0 – 0 | Qual. Mondiali 2002 | - | ||
| Totale | Presenze | 21 | Reti | 0 | |||
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