Mario Bonivento (Pola, 28 gennaio 1903 – Grado, 15 novembre 1984) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista o attaccante.
| Mario Bonivento | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista, attaccante) | |
| Termine carriera | 1939 - giocatore 1939 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1920-1921 | ? (?) | |
| 1921-1925 | ? (?) | |
| 1925-1926 | ? (?) | |
| 1926-1927 | ? (?) | |
| 1927-1928 | 22 (7) | |
| 1928-1930 | 48 (18) | |
| 1930-1931 | ? (?) | |
| 1931-1932 | 4 (0) | |
| 1932-1933 | 14 (4) | |
| 1933-1937 | 42+ (10+) | |
| 1937-1939 | 18 (?) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1938-1939 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | ||
Ala di ruolo, dotato di fisico robusto[1], debuttò con la maglia della Juventus in Divisione Nazionale, l'allora massima categoria del campionato italiano, nel campionato 1927-1928, nella sconfitta casalinga del 27 settembre 1927 contro il Casale per 2-1, segnando la sua prima rete ad alto livello nella vittoria casalinga del 30 ottobre 1927 contro il Verona per 5-1[2].
Fu ceduto quindi alla Pro Patria nella trattativa che portò in Piemonte Mario Varglien; con la nuova maglia ricoprì il ruolo del calciatore ceduto Tognazzi facendo coppia con l'altro istriano Andrea Gregar in un reparto che poteva contare anche su un giovanissimo Carlo Reguzzoni e su Valentino Crosta. Al termine del primo campionato i quattro attaccanti segnarono 46 reti su 68 della squadra[1] e la squadra si classificò quinta nel proprio girone, qualificandosi per il primo campionato di Serie A della storia[3]. Esordì quindi nell'allora appena costituita Serie A il 6 ottobre 1929, in Pro Patria-Cremonese 4-2, alla prima giornata, siglando l'ultimo gol della partita per i bustocchi, realizzando una rete nella vittoria casalinga del 19 gennaio 1930 contro la Roma per 6-1 ed una tripletta nella vittoria casalinga del 9 marzo 1930 contro l'Alessandria per 4-0; al termine del campionato i bustocchi si piazzarono al dodicesimo posto in classifica, con Bonivento terzo migliore cannoniere della squadra[4].
Fu quindi ceduto per la stagione 1930-1931 al Vomero, allora militante in Prima Divisione, quindi nel 1931-1932 passò al Napoli, disputandovi solo quattro gare[1] chiuso nel suo ruolo da giocatori ed idoli della folla locale come Attila Sallustro, Marcello Mihalich ed Antonio Vojak[5]; nell'unica stagione con i partenopei debuttò contro la sua ex squadra nel pareggio a reti inviolate di Busto Arsizio del 10 gennaio 1932[6], giocando anche la gara di ritorno, il pareggio per 1-1 del 29 maggio 1932 a Napoli[7]. Al termine della stagione, in cui non segnò reti[7], la squadra si classificò nona[6].
L'anno seguente scese in Serie B con il Livorno, dove segnò una doppietta nella vittoria casalinga del 30 aprile 1933 contro il Messina per 7-0[8], per concludere la carriera ad alto livello prima con il Grion e poi con l'Arsa.
Vanta in totale 74 gare e 25 gol in massima categoria[9]; anche nel ventunesimo secolo viene ricordato come uno dei giocatori più importanti della squadra lombarda[10] ed uno dei migliori giocatori giuliano-dalmati[9].