Alberto Molina, più conosciuto come Tino Molina (Solbiate Arno, 28 settembre 1921 – 7 dicembre 1975[1]), è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo attaccante.
| Alberto Molina | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex attaccante) | |
| Termine carriera | 1960 - giocatore 1975 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1938-1940 | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1940-1942 | 44 (19) | |
| 1945-1952 | 85+ (30+) | |
| 1952-1953 | 4 (0) | |
| 1953-1954 | 13 (0) | |
| 1954-1955 | ? (?) | |
| 1955-1956 | ? (?) | |
| 1956-1961 | ? (?) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1954-1955 | ||
| 1955-1956 | ||
| 1956-1961 | ||
| 1961-1963 | Vice | |
| 1963 | ||
| 1963-1968 | ||
| 1968-1969 | ||
| 1969-1970 | ||
| 1970-1971 | ||
| 1971-1972 | ||
| 1972-1974 | ||
| 1974-1975 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Cresce nel Varese, entrando a far parte delle giovanili biancorosse nel 1938[2], e nel 1940 esordisce prima squadra, militante nel campionato di Serie C[2][3]. Con il Varese disputa due campionati, giocando anche le finali promozione al termine della stagione 1941-1942 nel ruolo di ala sinistra[4][5].
Al termine del campionato viene inviato come combattente sul fronte francese, proseguendo saltuariamente l'attività calcistica[2]. Dopo la liberazione della Francia di Vichy, nel 1944, rimane nel paese transalpino, ingaggiato dal Tolone in Division 2[6]: vi milita per otto stagioni, disputando complessivamente sette campionati cadetti[7], con l'intermezzo di un'annata nel Montpellier[2][7][8], militante in Division 1. Qui rimane dal dicembre 1952 fino al termine della stagione 1952-1953[8], nella quale gioca 4 partite nella massima divisione francese[7].
Lasciato il Tolone, partecipa al corso per allenatori e si trasferisce al Martigues, nelle serie inferiori, come allenatore-giocatore[2][9]; prosegue la carriera sempre nel doppio incarico fino al 1960, con Carpentras e Hyeres[2][7].
Nel 1961 diventa allenatore a tempo pieno come tecnico in seconda del Grenoble, in Division 2[2], ottenendo la promozione in Division 1 nella sua prima stagione. Sul finire della stagione 1962-1963 assume l'incarico di allenatore titolare della squadra, subentrando ad Albert Fornetti[2][9].
Nel 1963, dopo quasi vent'anni in Francia, fa ritorno a Solbiate Arno, dove apre una panetteria[2][10] e nel contempo siede sulla panchina della locale squadra di calcio, neopromossa in Serie C[2][11]. Vi rimane per cinque stagioni consecutive, nelle quali mantiene costantemente la squadra nelle posizioni di vertice della classifica. Nell'estate 1968 lascia la panchina nerazzurra, inizialmente per dedicarsi all'attività commerciale[2][12]; in seguito, tuttavia, accetta l'offerta del presidente del Piacenza Vincenzo Romagnoli, sempre in Serie C. Con la formazione emiliana raggiunge l'obiettivo della promozione vincendo il campionato 1968-1969[13], curando particolarmente il gioco d'attacco[12] che era stato il punto debole della squadra nella stagione precedente[10]. A fine stagione, tuttavia, lascia l'incarico[14], poiché l'impegno nel campionato cadetto avrebbe interferito con gli interessi della sua azienda a Solbiate[10].
Nella stagione 1969-1970 siede quindi sulla panchina del Treviso, che porta al terzo posto[15], e l'anno successivo torna per una stagione alla Solbiatese[16]. Nel 1971 viene richiamato da Romagnoli al Piacenza, ritornato in Serie C[17]: la sua seconda avventura piacentina, tuttavia, risulta meno fortunata. La squadra offre un rendimento inferiore alle attese, e in seguito al passaggio di proprietà della squadra (da Romagnoli a Luigi Loschi) rassegna le dimissioni, sostituito dal duo Giancarlo Cella-Angelo Franzosi[17].
Dopo un ulteriore biennio al Treviso, nel frattempo retrocesso in Serie D[18], torna a Solbiate dove allena per la terza volta la formazione nerazzurra, senza evitarne la retrocessione nel campionato di Serie C 1974-1975[1]. Rimasto libero da incarichi al termine della stagione, muore per infarto il 7 dicembre 1975[1].