Angelo Franzosi (Milano, 7 novembre 1921 – Milano, 8 febbraio 2010[3][4]) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo portiere.
| Angelo Franzosi | ||
|---|---|---|
![]() | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 171[1] cm | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex portiere) | |
| Termine carriera | 1957 - giocatore 1979 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1934-1935 | ||
| 1935-1937 | ||
| 1937-1941 | ? (-?)[2] | |
| Squadre di club1 | ||
| 1941-1944 | 36 (-29+) | |
| 1945-1951 | 133 (-181) | |
| 1951-1956 | 124 (-?) | |
| 1956-1957 | 15 (-?) | |
| Nazionale | ||
| 1947-1948 | 2 (-1) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1956-1957 | Vice | |
| 1957-19?? | ||
| 1959-1960 | ||
| 1960-1961 | Vice | |
| 1962-1963 | Vice | |
| 1963-1964 | ||
| 1964-1966 | ||
| 1966-1967 | ||
| 1970-1971 | Vice | |
| 1971 | ||
| 1971-1973 | Vice | |
| 1973-1974 | ||
| 1978-1979 | Giovanili | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Ebbe diversi soprannomi: detto Nani,[1][5] era chiamato anche Camomilla dai compagni di squadra per via dell'emozione che lo tormentava prima delle partite e che calmava solo a base di decotti.[5] Un altro appellativo che lo accompagnò in carriera era quello di Gatto Nero, che gli fu dato dai tifosi per le sue qualità acrobatiche e per la maglia nera che indossava quando militava nella compagine interista.[6]
Portiere considerato sicuro e affidabile tra i pali[1][6][7], per sua stessa ammissione preferiva la presa alla respinta[6]; non era altrettanto abile nelle uscite[1][7].
Dopo l'esordio nei ragazzi dell'Ausonia[8] entrò a quattordici anni nell'Ambrosiana-Inter[9], con cui esordì in prima squadra nel 1941, ventenne, contro il Bologna; l'Ambrosiana-Inter vinse, e Franzosi divenne titolare inamovibile.
Nel 1949 fu il primo giocatore nerazzurro a indossare la fascia di capitano, da poco introdotta dalla Federazione[7]. Difese la porta interista per un decennio, prima di passare al Genoa[1], squadra con cui giocò per cinque stagioni ottenendo una promozione in Serie A nel 1952-1953. Con i Grifoni disputò la sua ultima partita in Serie A il 18 settembre 1955 contro il Bologna[1], unica presenza di quel campionato che lo vide riserva dopo quattro anni da titolare. Concluse la propria carriera al Lecco, con cui ottenne la promozione in Serie B nel campionato 1956-1957.

Esordisce nella Nazionale giovanile il 6 marzo 1942, nella vittoria per 3-0 contro l'Ungheria[7]. Conta anche 2 presenze in Nazionale maggiore, dove esordisce il 9 novembre 1947 in Austria-Italia 5-1, sostituendo nei 12 minuti finali il portiere titolare Lucidio Sentimenti[7]. Anche la seconda presenza, due anni dopo, è contro la formazione austriaca, nella vittoria per 3-1 del 22 maggio 1949[7].
Iniziò la carriera di allenatore affiancando Camillo Achilli sulla panchina del Lecco e dell'Alessandria, che allenò successivamente nel 1963-1964. Sul finire degli anni Cinquanta aveva allenato nelle serie minori lombarde Morbegnese e Mobilieri di Bovisio Masciago[10]. In seguito, dopo poco più di una stagione al Sondrio[11][12] e una alla Pro Vercelli[13], in compagnia di Achilli approdò al Piacenza, di cui fu allenatore in seconda di Bruno Arcari nel campionato di serie C 1970-1971. In seguito alle dimissioni di Arcari, gli subentrò alla guida della prima squadra conducendola alla salvezza[14]. Fu riconfermato per le due stagioni successive come vice di Tino Molina e successivamente di Giancarlo Cella[15][16].
In seguito guidò la Solbiatese in Serie D[13] e le giovanili del Legnano, nel 1978-1979[17].
| Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
| 9-11-1947 | Vienna | Austria | 5 – 1 | Amichevole | -2 | ||
| 22-5-1949 | Firenze | Italia | 3 – 1 | Coppa Internazionale | -1 | ||
| Totale | Presenze | 2 | Reti | -3 | |||