Beniamino Vignola (Verona, 12 giugno 1959) è un imprenditore ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.
| Beniamino Vignola | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 172[1] cm | |
| Peso | 64[1] kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Centrocampista | |
| Termine carriera | 1992 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1975-1978 | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1978-1980 | 43 (2) | |
| 1980-1983 | 88 (16) | |
| 1983-1985 | 52 (6) | |
| 1985-1986 | 19 (2) | |
| 1986-1988 | 28 (1)[2] | |
| 1988-1990 | 68 (12) | |
| 1991-1992 | 28 (5) | |
| Nazionale | ||
| 1984 | 5 (2) | |
| Palmarès | ||
| Bronzo | 1984 | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Fu una mezzala molto tecnica,[3] dal fisico minuto, inizialmente paragonato a Gianni Rivera.[4]

Cresciuto calcisticamente nella squadra della sua città, il Verona, esordì in Serie A nelle file degli scaligeri nel 1978. L'anno dopo passò all'Avellino, con cui giocò per tre stagioni consecutive mettendosi in luce assieme ad altri elementi, quali Tacconi e Favero, che ritroverà poi alla Juventus.
Nell'estate 1983 fu infatti acquistato dal club bianconero, su suggerimento di Michel Platini del quale divenne la prima riserva: «Temevo di marcire in panchina, ma riuscii lo stesso a graffiare. [...] mi godo il ricordo di essere stato il vice-Platini e di averci più volte giocato assieme. Non è poco».[4]
Nonostante le gerarchie prestabilite, sul finire della stagione 1983-1984 divenne titolare contribuendo alla conquista di scudetto e Coppa delle Coppe; contro l'Udinese siglò una doppietta, e fu assoluto protagonista nella finale di coppa disputata il 16 maggio a Basilea contro il Porto, vinta 2-1 grazie alla sua iniziale segnatura nonché al suo successivo assist per il decisivo gol di Boniek.[4]
Vestì la maglia bianconera fino al 1988, eccetto una parentesi ai campioni d'Italia in carica del Verona nell'annata 1985-1986, che lo acquistarono per 4,8 miliardi di lire.[5] Con i bianconeri vinse nel 1984 il succitato double continentale, nonché una Coppa dei Campioni e una Supercoppa UEFA l'anno successivo. Si accasò quindi all'Empoli, in Serie B, retrocedendo in C1 al termine del campionato 1988-1989.
Chiuse la carriera professionistica nel 1992, in Serie C2, con la maglia del Mantova, squadra per la quale diventò poi direttore sportivo nel corso della stagione 1993-1994.[4] Dopo il fallimento della squadra lombarda e un'esperienza da calciatore-allenatore nel San Martino Buon Albergo, squadra dilettantistica veronese,[6] lasciò definitivamente il calcio.

Vanta cinque presenze e due reti in nazionale Under-21, con la quale partecipò al torneo olimpico di Los Angeles 1984 chiuso dagli azzurri al quarto posto.
Terminata l'esperienza calcistica, si è dedicato, assieme al cognato, a due ditte avviate dal suocero, specializzate nel commercio di vetri per auto e veicoli commerciali.[7]