Daniele Delli Carri (Foggia, 18 settembre 1971) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.
| Daniele Delli Carri | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 183 cm | |
| Peso | 78 kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Difensore | |
| Termine carriera | 2008 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1990-1991 | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1988-1990 | 17 (1) | |
| 1990-1991 | 0 (0) | |
| 1991-1992 | → | 18 (0) |
| 1992 | 0 (0) | |
| 1992-1993 | → | 31 (0) |
| 1993-1994 | 6 (0) | |
| 1994-1996 | 42 (2) | |
| 1996-2000 | 93 (3) | |
| 2000-2003 | 87 (2) | |
| 2003-2004 | 15 (0) | |
| 2004-2005 | 36 (1) | |
| 2005-2007 | 59 (2) | |
| 2007-2008 | 5 (0) | |
| 2008 | 6 (0) | |
| Nazionale | ||
| 1993-1994 | 8 (0) | |
| 1993 | 2 (0) | |
| Palmarès | ||
| Oro | Francia 1994 | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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È padre di Filippo, anch'egli calciatore di ruolo difensore centrale.
Esordisce nella stagione 1988-1989 con il Bisceglie (in C2)[1] dove rimane per due stagioni e mezzo collezionando 17 presenze e un gol. Nell'autunno del 1990 viene acquistato dal Torino per 200 milioni[1], senza ottenere presenze. Nella stagione 1991/92 passa in prestito alla Lucchese[2] in Serie B, giocando 18 partite.
Rientrato a Torino[3], viene nuovamente girato alla Lucchese, dove gioca da titolare totalizzando 31 presenze. Richiamato dalla società granata[4], esordisce in Serie A nella stagione 1993-1994 l'8 novembre 1993 nello 0-0 esterno contro il Napoli. A fine stagione le presenze sono in tutto 6.
Nella stagione successiva passa al Genoa, sempre in Serie A[5], alle dipendenze di Franco Scoglio che lo aveva già allenato a Lucca[6]. Con la maglia del Grifone gioca 21 partite segnando un gol; si ripete nella stagione 1995-1996, questa volta tra i cadetti, con altre 21 presenze e un gol, e conquista la Coppa Anglo-Italiana disputando la finale contro il Port Vale[7]. Resta in rossoblu anche per la stagione 1996-1997 totalizzando una sola presenza prima di tornare, in settembre, in Serie A al Piacenza[8], dove totalizza 20 presenze con un gol. A Piacenza resta per altri quattro anni, totalizzando in tutto 94 presenze e 3 gol.
Nell'ottobre del 2000 torna al Torino in cambio di Roberto Maltagliati[9], dove rimane per tre stagioni da titolare con 86 presenze e 2 reti, conquistando la promozione al termine del campionato di Serie B 2000-2001. Svincolatosi dai granata al termine della stagione 2002-2003, si trasferisce al neopromosso Siena[10] (15 presenze) e da gennaio alla Fiorentina in Serie B[11] dove gioca 15 volte e realizza un gol. Con i viola ottiene la promozione in Serie A, dove totalizza 21 presenze, prima di essere ceduto al Pescara in Serie B e totalizza 59 presenze con 2 gol tra il 2005 e il 2007. La stagione 2006-2007 è l'ultima in Serie B, come capitano[12] degli abruzzesi allenati da Davide Ballardini e in seguito da Aldo Ammazzalorso e Gigi De Rosa, che non evitano la retrocessione in Serie C1.
Nel 2007 si trasferisce in Serie C1 al Foggia, dove colleziona 5 presenze nella prima parte della stagione 2007-2008; nel gennaio 2008 rescinde il contratto per trasferirsi al Lanciano[13], dove conclude la carriera agonistica.
Ha fatto parte della Nazionale di calcio italiana Under 21 sotto la guida di Cesare Maldini, totalizzando 8 presenze e 2 reti[14] con la maglia azzurra. Ha fatto parte della Nazionale campione d'Europa nel biennio 1992-1994[15].
Nel 2008 assume per una stagione la carica di direttore sportivo della Renato Curi Angolana[16], squadra di Serie D. Nel 2010 diventa direttore sportivo del Pescara[17], incarico che ricopre fino a maggio 2013, quando viene sostituito da Giorgio Repetto[18]. A partire dal luglio dello stesso anno ricopre il medesimo incarico nel Genoa[19], fino all'inizio di ottobre, quando viene rimosso dal ruolo contestualmente all'esonero di Fabio Liverani[20].
Il 6 gennaio 2015 è ingaggiato come direttore sportivo del Catania[21]. Il 26 maggio seguente rescinde il contratto che lo legava alla società siciliana[22].
Il 23 giugno viene arrestato e posto agli arresti domiciliari, insieme ad altri dirigenti del club etneo (tra cui il presidente Antonino Pulvirenti e l'ad Pablo Cosentino) con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B 2014-2015 per evitare la retrocessione del club in Lega Pro.[23] In attesa del processo, il 29 luglio la sua posizione viene stralciata perché verrà giudicata dopo quella del club etneo e del suo presidente Pulvirenti.[24]
Il 15 febbraio 2016, per l'inchiesta "I treni del gol" viene condannato a quattro anni di squalifica e al pagamento di un'ammenda di 80.000 euro.[25] Il 6 luglio 2020 la FIGC accetta la richiesta di grazia di Delli Carri, facendo terminare la squalifica con quattro mesi di anticipo.[26]