Giuseppe Barucco (Ospitaletto, 27 febbraio 1938) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.
| Giuseppe Barucco | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex Difensore) | |
| Termine carriera | 1974 - giocatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1954-1955 | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1955-1956 | ? (?) | |
| 1956-1960 | 23 (0) | |
| 1960-1961 | 33 (0) | |
| 1961-1969 | 228 (0)[1] | |
| 1969-1971 | 67 (0) | |
| 1971-1972 | 24 (0) | |
| 1972-1974 | ? (?) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1980-1981 | ||
| 1988-1990 | ||
| 1994-1995 | ||
| 1996-1997 | ||
| 1998-2009 | ||
| 2010-2012 | giovanili | |
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
| Statistiche aggiornate al 9 luglio 2013 | ||
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Dopo aver esordito in formazioni dilettantistiche bresciane (Ospitaletto e Falck Vobarno[2]), nel 1956 viene acquistato dal Brescia, con cui esordisce in Serie B nel campionato 1957-1958. Rimane in forza alle Rondinelle per quattro stagioni, collezionando complessivamente 23 presenze nella serie cadetta[3], e nel 1960 viene ceduto in comproprietà al Piacenza, nell'affare che porta Albino Cella al Brescia[4][5]. In Emilia gioca come terzino destro titolare nel campionato di Serie C 1960-1961, culminato con la retrocessione della squadra in Serie D; si segnala come uno dei migliori elementi del campionato, tanto da essere convocato nella Rappresentativa della Serie C[6], con la quale disputa 3 partite[2].
Nel 1961, dopo essere stato riscattato dal Piacenza[7], passa al Modena, neopromosso in Serie B, per circa 10 milioni di lire[7]; il giocatore era stato richiesto dall'allenatore Vittorio Malagoli[8]. Con i canarini ottiene immediatamente la promozione in Serie A, al termine del campionato cadetto 1961-1962, e debutta nella massima serie l'anno successivo, il 16 settembre 1962 sul campo della Fiorentina. Nella prima stagione contribuisce con 30 presenze alla salvezza del Modena, mentre nel campionato 1963-1964 l'allenatore Annibale Frossi gli preferisce Francesco Aguzzoli per tutto il girone d'andata[8]. Dopo la sostituzione di Frossi con Mario Genta torna titolare[8], disputando 17 partite e lo spareggio salvezza perso contro la Sampdoria[9]. In quella stagione fa anche il suo esordio nelle coppe europee, nella Coppa Rappan che vede i canarini eliminati dallo Slovnaft Bratislava[10][11].
Dopo la retrocessione, milita nel Modena per altre cinque stagioni, nelle quali viene impiegato come libero[2][12], su idea di Lamberto Giorgis[8]; indossa anche la fascia di capitano[12] e totalizza 246 partite complessive con la maglia gialloblu[2]. Nel 1969 scende in Serie C per un biennio, militando nel Ravenna del suo ex compagno di squadra e allenatore Lamberto Giorgis[2][13], e quindi chiude la carriera nel Carpi (Serie D) e nel Finale Emilia, in Promozione[2][14].
Rimane nel modenese anche dopo il ritiro, diventando impiegato di banca[2]. Guida diverse formazioni dilettantistiche della zona negli anni Ottanta e Novanta[14], e successivamente si è occupato del settore giovanile della San Faustino Rosselli, nel Modenese[15][16].