Mario Guidetti (Gozzano, 25 luglio 1951) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo mediano.
| Mario Guidetti | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Altezza | 169 cm | |
| Peso | 68 kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista) | |
| Termine carriera | 1986 - giocatore 2000 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1967-1968 | ||
| 1968-1969 | → | |
| Squadre di club1 | ||
| 1969-1972 | 49 (6) | |
| 1972-1973 | 35 (2) | |
| 1973-1974 | 32 (3) | |
| 1974-1977 | 76 (4) | |
| 1977-1979 | 51 (10) | |
| 1979-1982 | 78 (10) | |
| 1982-1984 | 29 (3) | |
| 1984-1985 | 32 (5) | |
| 1985-1986 | 15 (1) | |
| Nazionale | ||
| 1978 | 1 (0) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 198?-1990 | Giovanili | |
| 1990-1991 | ||
| 1991-1992 | ||
| 1992-1994 | ||
| 1994-1995 | ||
| 1995-1996 | ||
| 1997 | ||
| 1998-2000 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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È il padre dell'ex calciatore Massimiliano Guidetti[1].
Guidetti era un mediano di quantità e qualità[2], impiegato prevalentemente in fase di copertura[3]; all'inizio della carriera ha giocato anche come fluidificante a sinistra[4] o come regista[5]. Dotato di un buon sinistro[3], era in grado di impostare l'azione con lanci precisi[2], o concluderla personalmente con tiri da fuori area[2].
Dopo essere entrato nelle giovanili nel Verbania, nel 1967[1], disputa una stagione in prestito nel Vetta S.Lorenzo, in Prima Categoria[6]; tornato al Verbania, esordisce nel campionato Serie C 1969-1970, disputando tre stagioni in terza serie. Nel 1972, a causa delle difficoltà economiche del club, viene posto sul mercato[7] e passa in comproprietà al Piacenza[8], dove si alterna con Enrico Burlando e Lorenzo Righi a centrocampo[4].

Ritornato al Verbania[9], disputa una stagione nella Solbiatese, prima di passare al Como, militante in Serie B e allenato da Giuseppe Marchioro, che lo conosceva dai tempi della militanza nel Verbania[1]. Con i lariani conquista immediatamente la promozione in Serie A, al termine del campionato 1974-1975, ed esordisce nella massima serie il 5 ottobre 1975 nella sconfitta esterna a Napoli (1-0). A fine stagione il Como ritorna in Serie B, e Guidetti vi rimane fino all'ottobre 1977, quando viene ingaggiato dal L.R. Vicenza, in Serie A, richiesto da Giovan Battista Fabbri per rinforzare il centrocampo in fase di copertura[3]. All'esordio in campionato realizza una doppietta contro l'Atalanta[3], e in Veneto si impone immediatamente come titolare del cosiddetto Real Vicenza, che conquista il secondo posto in classifica dietro alla Juventus. Dopo un altro campionato a Vicenza conclusosi con la retrocessione in Serie B della squadra, passa al Napoli[10], dove rimane per tre stagioni contribuendo al terzo posto nel campionato 1980-1981.
Nel 1982 si accasa all'Hellas Verona, dove gioca per due stagioni nella massima serie: poco impiegato nella prima (8 presenze e 1 rete), ritrova continuità di impiego nella seconda (21 presenze e 2 reti). Nel 1984 torna in Serie C: milita per una stagione nell'Ancona e per una nella Pro Vercelli[11]. Qui offre un rendimento inferiore alle attese, e per questo motivo dai primi mesi del 1986 si autoesclude dalla rosa della squadra[12][13]. A fine stagione subisce una squalifica per omessa denuncia nell'ambito dello Scandalo del calcio italiano del 1986[14], e conclude definitivamente la carriera agonistica.
In Serie A, in 183 partite, ha segnato 23 reti.
Ha giocato una partita con la Nazionale Under-23 l'8 novembre 1978 contro la Svizzera, mentre vestiva la maglia del Vicenza[15][16].
Inizia l'attività nelle giovanili della Biellese[17], guidando poi Gravellona[6] e Gozzano nei campionati dilettantistici piemontesi[17]. Nel 1992 torna a Verbania come allenatore: ottiene la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti nel 1993[1], e viene riconfermato anche per la stagione successiva, conclusa con la retrocessione dopo lo spareggio contro il Seregno, sul neutro di Gallarate[1].
Lasciata Verbania, nel dicembre 1994 subentra sulla panchina del Casale[18], che conduce alla promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo gli spareggi. L'anno successivo passa sulla panchina del Valsessera, nel campionato di Promozione[19], per poi tornare al Gravellona per poche giornate all'inizio della stagione 1997-1998[20]. Nel 1998 passa sulla panchina della Juve Domo, in Prima Categoria, rimanendovi anche per il successivo campionato di Promozione[21].