Mario Tiddia (Sarroch, 5 maggio 1936 – Sarroch, 5 agosto 2009) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo difensore.
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| Mario Tiddia | ||
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| Nazionalità | ||
| Altezza | 170 cm | |
| Peso | 70 kg | |
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex difensore) | |
| Termine carriera | 1968 - giocatore 1998 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 19??-19?? | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1957-1958 | ? (?) | |
| 1958-1968 | 201 (0) | |
| 1967 | →[1] | ? (?) |
| Carriera da allenatore | ||
| 1975-1976 | ||
| 1978-1981 | ||
| 1981-1982 | ||
| 1982-1983 | ||
| 1983-1984 | ||
| 1987-1988 | ||
| 1989-1990 | ||
| 1991-1992 | ||
| 1992-1993 | ||
| 1997-1998 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Ha legato la sua carriera al Cagliari, di cui divenne un simbolo sia da giocatore sia da allenatore.
Cugino dell'arcivescovo Pier Giuliano Tiddia,[2] era soprannominato "Cincinnato" per il fatto di alternare l'attività di allenatore a quella di agricoltore.[3]
Da tempo malato, scompare nella sua città natale il 5 agosto 2009. A lui è intitolato lo stadio comunale di Sarroch.
Da giocatore, dopo gli inizi nell'Olbia, rimase al Cagliari per oltre un decennio: attraversò il periodo della retrocessione in Serie C nella stagione 1959-1960 e quello della prima promozione in Serie A dei sardi nel 1963-1964, della quale fu uno degli artefici, fino al sesto posto in Serie A nella stagione successiva. In carriera ha totalizzato complessivamente 58 presenze in Serie A e 98 in Serie B.
Con i cagliaritani Tiddia ha anche una esperienza nel campionato nordamericano organizzato nel 1967 dalla United Soccer Association e riconosciuto dalla FIFA, in cui i sardi giocarono nelle vesti del Chicago Mustangs, ottenendo il terzo posto nella Western Division.[4]
Dopo essere stato per diversi anni viceallenatore del Cagliari ha guidato in momenti diversi la squadra rossoblù, sia in esperienze poco brillanti come la retrocessione in Serie B della stagione 1975-1976, sia rendendosi protagonista del ritorno nella massima serie nel 1978. In Serie A ottenne un nono e un sesto posto, quest'ultimo nella stagione 1980-1981.
Oltre al Cagliari ha allenato anche il Pescara in B e la Torres in Serie C2. Nel 1983 è richiamato dal Cagliari, appena retrocesso in serie cadetta, ma fallisce la promozione. Nel 1987-1988 torna nuovamente sulla panchina dei rossoblù, nel frattempo finiti in Serie C1, subentrando a stagione in corso e ottenendo la salvezza. Riesce nell'impresa di salvare il La Palma, la seconda squadra della città cagliaritana, nella sua unica stagione in C2. Dopo un'ultima esperienza in Serie D con il Grosseto, chiude la carriera di allenatore.
Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of Fame.[5]
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