Raimondo D'Inzeo (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925 – Roma, 15 novembre 2013[1]) è stato un cavaliere italiano, ufficiale dei Carabinieri, laureatosi campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 e due volte campione mondiale nel 1956 e nel 1960.
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| Raimondo d'Inzeo | ||
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| Nazionalità | ||
| Altezza | 176 cm | |
| Peso | 72 kg | |
| Equitazione | ||
| Specialità | Salto ostacoli | |
| Società | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Melbourne 1956 | A squadre |
| Argento | Melbourne 1956 | Individuale |
| Bronzo | Roma 1960 | A squadre |
| Oro | Roma 1960 | Individuale |
| Bronzo | Tokyo 1964 | A squadre |
| Bronzo | Monaco di Baviera 1972 | A squadre |
| Argento | Aquisgrana 1955 | Individuale |
| Oro | Aquisgrana 1956 | Individuale |
| Oro | Venezia 1960 | Individuale |
| Bronzo | Buenos Aires 1966 | Individuale |
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Con otto presenze ai Giochi olimpici, è l'atleta italiano che vanta il maggior numero di partecipazioni, alla pari con il fratello Piero e con Josefa Idem (che però ha disputato le prime due Olimpiadi sotto la bandiera della Germania Ovest).
Raimondo e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e ufficiale di cavalleria con il grado di colonnello, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976.
In campo internazionale, i due sono stati chiamati "i fratelli invincibili" dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.
È stato inoltre portabandiera azzurro ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico del 1968.
In totale ha conquistato un oro, due argenti e tre bronzi olimpici, a cui si aggiungono due ori, un argento e un bronzo mondiali.
Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri[2] fino al grado di colonnello, quindi generale di divisione del ruolo d'onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo", autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri e in seguito primo comandante del centro ippico del 4º Reggimento carabinieri a cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli.
Cessata l'attività agonistica, è stato presidente onorario del maneggio in cui ha sede il 4º Reggimento carabinieri a cavallo.
È ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni del 6 luglio 1960, a Roma, in piazza di Porta San Paolo. In seguito agli scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano.

Altri progetti
| Predecessore | Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici estivi | Successore |
|---|---|---|
| Giuseppe Delfino | Città del Messico 1968 | Abdon Pamich |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 72188034 · ISNI (EN) 0000 0000 1058 9518 · GND (DE) 118679619 · WorldCat Identities (EN) viaf-72188034 |
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