Vincenzo Coltella (Olcenengo, 7 luglio 1921) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista e attaccante.
| Vincenzo Coltella | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Calcio | ||
| Ruolo | Allenatore (ex attaccante, centrocampista) | |
| Termine carriera | 1958 - giocatore 1957 - allenatore | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1939-1942 | 31 (2) | |
| 1942-1943 | 21 (1) | |
| 1943-1944 | 14 (2) | |
| 1945-1946 | ? (?) | |
| 1946-1949 | 98 (20) | |
| 1949-1951 | 65 (7) | |
| 1951-1952 | ? (?) | |
| 1952-1953 | ? (?) | |
| 1953-1954 | ? (?) | |
| 1954-1958 | 40 (0) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1955-1956 | Vice | |
| 1956-1957 | ||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
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Poteva giocare sia come mezzala[1] che come ala[2]. In alcune circostanze è stato impiegato anche come mediano[3][4].
Esordisce nella Pro Vercelli, con cui gioca una partita nel campionato di Serie B 1939-1940, nel pareggio per 0-0 sul campo del Catania[5]; viene riconfermato anche per le due stagioni successive, la prima tra i cadetti e la seconda in Serie C[4]. Nell'estate 1942 viene posto in lista di trasferimento[6], e passa allo Spezia: fa parte del quintetto d'attacco detto delle cinque C, che comprende tra gli altri Eusebio Castigliano e Riccardo Carapellese, e contribuisce nel ruolo di mediano o ala destra al sesto posto dei liguri, miglior piazzamento della storia del club[7]. Nel Campionato Alta Italia 1944 passa in forza al Novara, nel girone ligure-piemontese[8]; al termine del conflitto rimane in Piemonte, tornando per un'annata alla Pro Vercelli, con la quale disputa il campionato di Serie B-C Alta Italia 1945-1946.
Nell'estate 1946 passa al Piacenza, sempre tra i cadetti[1]. Vi disputa due campionati di Serie B, per un totale di 57 presenze e 12 reti[1][9], senza poter evitare la retrocessione in Serie C nel campionato 1947-1948. Riconfermato anche in terza serie, realizza 8 reti nella stagione 1948-1949, risultando il terzo miglior marcatore della formazione emiliana[2], che si salva in extremis grazie alle implicazioni del Caso Brasca[10].
Al termine del campionato passa alla Reggina, sempre in Serie C[11], dove rimane fino al termine della stagione 1950-1951: mette a segno 7 reti in 65 partite[12]. Messo in lista di trasferimento[13], si trasferisce al Cosenza, sempre in Serie C[14]. Prosegue la carriera al Sud con una stagione al Marsala, in IV Serie, e una nel Caltagirone in Promozione.
Nel 1954 torna a giocare in Piemonte, ingaggiato dall'Ivrea che milita in IV Serie[15]; nella stagione successiva affianca l'attività agonistica a quella di allenatore, come vice di Fusero sempre all'Ivrea[16]. Nel campionato 1956-1957 diventa primo allenatore degli arancioni piemontesi, e a marzo viene affiancato dall'ungherese János Neu come direttore tecnico[17]. Nel corso della stagione, a causa di numerosi infortuni, torna temporaneamente in campo come calciatore, sempre nel ruolo di mezzala[18].